Mucca spiaggiata — duepunti

Però penso che questo evento sia stato interpretato da un punto di vista specista: mi aveva colpito il titolo proprio perché restituiva l’intenzionalità dell’atto al soggetto, in questo caso la mucca.
È stata una mucca avventurosa fin dai primi giorni di vita, quando la mamma era già preoccupata si trattasse di una mucca pazza.
E invece lei non lo era: invece di brucare come tutte cercava di arrampicarsi sugli steli d’erba (visto che gli alberi era troppo alti e verticali per lei), e ci riusciva!
Crescendo non voleva rassegnarsi a una routine di pascoli alpini nella sua Austria natìa, quindi prese il coraggio a quattro zoccoli, fece fagotto e facendo autostop giunse fino in Spagna.
Barcellona la accolse come una cittadina, ed erano mojiti e aperitivi e feste ogni notte, ma presto la nostra mucca si stancò anche di questa vita, che non le lasciava spazio per coltivare la sua interiorità.
E fu così che piano piano si spostò verso un altro stile di vita, più salutare: prese a fare lunghe nuotate nel Mediterraneo. Aveva finalmente trovato la sua dimensione. L’esercizio fisico la fece sentire bene come nemmeno i pascoli alpini, le lunghe immersioni le consentirono di adattarsi a una dieta di sole alghe (che, si sa, sono molto nutrienti), pesci e squali, lungi dall’attaccarla si incuriosivano e attaccavano a parlarle, con quel loro dialetto un po’ sottovoce, un po’ laconico, e lei rispondeva sempre facendo un sacco di bolle, prima di riemergere a prendere fiato.
Sentiva già un accenno di branchie crescerle sotto le corna.
Dal Mediterraneo all’Oceano il passo fu breve. Trascorse gran parte della propria vita adulta tra il Mar dei Sargassi e il Triangolo delle Bermude, dove assistette e partecipò ad almeno un paio di ammaraggi e naufragi.
Diventata vecchia nuotò di nuovo nel Mediterraneo, dove si spense serenamente davanti alle coste di Barcellona.
Il mare si prese le sue spoglie mortali, o almeno, parte di esse, e poi le correnti un giorno la fecero spiaggiare come tutti possiamo vederla

Oggi la mia solita passeggiata sulla battigia mi ha riservato una brutta sorpresa: una mucca spiaggiata. Vedetela bene la foto nei dettagli. La parte bianca a filamenti era il corpo. Se non ci fosse stata la testa sarebbe stato ben difficile identificarla per quello che è o che era. A riguardare la foto, non ritrovo […]

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6 thoughts on “Mucca spiaggiata — duepunti

  1. Da quando ho scoperto il ciclo biologico del Dicrocoelium dendriticum, ogni mucca mi fa venire in mente il ciclo biologico del Dicrocoelium dendriticum e credo che ognuno dovrebbe conoscere il ciclo biologico del Dicrocoelium dendriticum.

    • Per quel che mi riguarda, quella delle formiche è la parte più spettacolare; la parte più intrigante (credo sia la prima volta in vita mia che uso il termine intrigante) è la discussione che si potrebbe avere con un aficionado dell’intelligent designer. Un designer che si inventa un tour del genere, quando di solito per riprodursi bastano un paio di spinte pelviche anche distratte, merita una certa attenzione.

      • Sì, hai ragione.
        Certo una simile complessità non è documentata benissimo (wiki dice che è stato fatto UNO studio – e vorrei vedere quanti altri scienziati dovrebbero dedicarcisi), ma più che “intelligenza” fa venire in mente “fantasia”.
        Dici che potremmo convincere i nostri comuni amici a parlare di “design fantasioso”?
        Ripensandoci poi mi pare che anche l’anisakis faccia dei giri simili, ma molto meno fantasiosi!

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