Dell’argomentazione

La retorica e l’arte dell’argomentazione sono state certamente travisate e abusate nei secoli, ma un loro senso ce l’hanno.

Qui si segue un grande testo del ‘900, “Manuale dell’Argomentazione” di Perelman -Tytheca, che riporta una etica forte nella retorica, dandole lo scopo e i mezzi per risolvere i conflitti tra gli interessi di tutti gli attori in modo pacifico, trovando una verità che, se non può essere assoluta, almeno può essere condivisa.
Se non è possibile trovare una simile verità almeno si può trovare un compromesso, o un punto di accordo.

Questi propositi si collegano bene a una struttura epistemologica, che aiuti nella ricerca della verità condivisa attraverso degli argomenti che, se non sono logici, almeno sono ‘pseudo-logici’, e possono essere accettati o confutati di conseguenza.

Questa epistemologia, insieme agli studi di Popper e dei suoi successori e contestatori, è alla base della ricerca moderna.

Come funziona una discussione

In breve:
Ogni affermazione è opinabile e soggetta a un assunto di valore.
Partiamo tutti da degli assunti di base, più o meno consci, meglio o peggio espressi e definiti.
In una discussione, se gli assunti non sono condivisi, occorre ‘risalire’ ad assunti a monte finché non si trova un punto di accordo da cui si può iniziare a costruire una visione ‘convincente’ (che fa vincere insieme) della realtà.
Questo si chiama accordo preventivo.

Ad esempio un accordo preventivo è quello sulla logica e sulla validità degli argomenti.
Quanto valgono le vostre affermazioni? Che titoli avete? Che valore ha il vostro ‘argomento di autorità’?

Ad esempio, se non siete il papa, non è una buona idea mettersi a giudicare il cristianesimo degli altri.
Se poi gli altri non sono cristiani (e hanno superato l’esame di terza media) è una pessima idea giudicare la loro religione anche se si è il papa.

In ogni caso, poi, il rispetto per il pensiero e la libertà degli altri sarebbe un ottimo assunto di partenza per cercare un accordo preventivo.

Se non potete portare rispetto per il pensiero e la libertà degli altri invece forse il problema è a monte, ed è che vi siete scordati cosa significa vivere in una società che la pensa in modo diverso da voi, e che magari vi persegue pure perché siete cristiani (o musulmani, o pagani, o quello che vi pare, tanto è sempre la stessa cosa).

La vostra non è fede: è che non avete gli strumenti per contribuire a una società civile – e sicuramente non avete gli strumenti per condurre una conversazione civile.
Siete dei parassiti (dannosi).
Almeno state zitti.

PS: si capisce che a tratti ancora mi capita di leggere e commentare blog di integralisti cattolici? Sapevate che ce ne sono anche in Italia? Vi rendete conto di che razza di pericolo rappresentano per qualsiasi essere umano di buon senso? Cioè, questi sostengono che niente come la chiesa cattolica ha promosso lo sviluppo della scienza.
Sentite anche voi odore di bruciato? Non preoccupatevi: deve essere un rogo d’altri tempi rimasto acceso.

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