Vediamo chi cade prima (un promemoria)

Passeggiavo lungo il fiume
Fischiettando un brivido solitario
Pensavo a milioni di vite diverse.

Lei salì danzando su una montagna
Spargendo il suo candore come una fontana
E un indizio di turchese in frantumi negli occhi.

Si fece tutta la strada per dirmi che no
Non c’era una sola possibilità che io stessi come stavo

Dissi:
“il tuo detto è a doppio Taglio”.
Lei disse:
“Ehi, questa è una bella battuta, ma purtroppo non è
vera”

Lei disse:
“Stai solo cercando qualcuno che ti ami”.

Ora sappiamo tutti che il mondo sta morendo
E le spese si moltiplicano
Ma puoi provare a fartene anche tu una ragione.
Lascia che ti porti a fare un giro
Ti porterò a fare un giro
‘Ché col tempo
Sarai mia
Quando sarai mia
Andrà tutto bene yeah!

A quell’epoca non mi sentivo così bene.
A quell’epoca non mi sentivo così bene.
Non bramavo strane delizie
Non lampeggiavo nel buio della notte
Non andavo per umori aperiodici.

Non soffrivo di strane morti
Non avevo mai pensato che non fosse scomodo
Ma quando mi è toccato ho dovuto solo darci un Taglio

Non mi ha mai lasciato meravigliarmi o anche solo pensare
Solo agire agire d’istinto
Mi ha lasciato lì, ma non mi ha lasciato scelta.
Ora ho sentito storie su questo genere di cose
A casaccio ti trascinano dentro
E ti fanno fare cose che non avresti mai pensato di fare.

Una notte mi ha fatto disperare
Cosa sarebbe successo se qualcuno mi avesse scoperto?
Ancora oggi mi chiedo come l’abbiano saputo.

Cominciarono a spargere voci sul mio stato
Sapete come vanno le cose da queste parti,
Di tanto in tanto hanno solo bisogno di qualcuno da fare a pezzi.

I miei sensi sono offuscati ma posso sentirlo
Quattro, cinque anni mi sono stati strappati via.
Se me lo chiedete, non avrei modo di provarlo.

La puzza di isteria era chimica,
L’aria attorno a me spessa e fisica,
La mia mente girava ma io stesso non mi potevo muovere.
Sarei fuggito via, via, via, via, via, via, via, via…

Via, via, via, via, via…

Ora ho sentito storie su questo genere di cose,
Non perde, le basta lasciarti vincere
Con un po’ di fortuna puoi uscirne senza troppi lividi.

Una tale rabbia da non poterla sfogare
Così tanta energia da non poterla usare
Mi avrebbe fottuto di brutto se non ci avessi dato un Taglio.
Yeah.
Non soffrivo di strane morti
Non avevo mai pensato che non fosse scomodo

La prossima volta che mi toccherà sarò pronto, perché ora so.

Sarò pronto
Sarò pronto

Liberamente tradotto da “Let’s see who goes down first” dei dEUS.

9 pensieri su “Vediamo chi cade prima (un promemoria)

  1. Hehehe, bel commento, ma forse sei più saggia o fortunata di quanto credi, e non hai bisogno di certi promemoria per sapere che bisogna evitare certi posti della mente, persone, situazioni.
    Io invece ho poca memoria, e a volte ho paura di soffrire ancora occasionalmente di strani decessi. Meglio se mi sforzo di ricordare.

    • Ah, ok, sei una persona impegnata a superare i tuoi limiti e ad aprirti per sperimentare cose nuove che ti permettano di vivere, senza chiuderti a riccio in te stessa. Fai benissimo.
      Semplicemente qui non si sta parlando di questo.
      Fai conto che si stia parlando di scegliere se ‘aprirsi’ per rivivere una brutta storia con un ex manesco, o una bella storia di eroina, o un percorso mentale disagiato da cui sei venuta fuori a malapena e in cui saresti potuta rimanere ‘sotto’.
      Stiamo parlando di cose diverse? O l’idealismo è bianco/nero, e bisogna volerci riprovare comunque?

      • No, ovviamente sono d’accordo con te in questo caso. Resta l’incognita, quella stupida capacità che abbiamo tutti di ricadere nella reiterazione. Allora sì, bisogna proprio ricordare continuamente per tenere ben presente i campanelli di allarme… Sai cosa? È proprio difficile vivere.

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