Ripeti con me: “sono un coglione”

Ciao

Questo è il mio contributo concettuale al problema delle camere dell’eco e della violenza verbale online.
È solo un abbozzo, quindi lo correggerò ancora qualche volta, anche dopo averlo postato

Chi ne sa di questi argomenti e di comunicazione si orienta verso soluzioni giustamente normative, che regolamentano i comportamenti, ma entro i limiti di legge queste soluzioni non correggono i meccanismi psicologici più o meno profondi che intervengono nell’interazione mediata da social network.
I famosi cani che si annusano i rispettivi culi via cartoline, per sottolineare la continuità dei miei ragionamenti.
Il problema è anche quello del rumore dell’informazione, ovvero delle miriadi di opinioni campate per aria che alla lunga rendono difficile trovare le opinioni autorevoli.

Ecco, io vorrei fornire agli internauti, almeno a quei pochi che passano di qua, e che sono patologicamente interessati alla netiquette, una soluzione piuttosto radicale per uscire dalla propria bolla sociale, e contemporaneamente avere una certezza quasi matematica di rispettare il prossimo e di intavolare conversazioni più civili e proficue.

Questo metodo soft, intimista, che chiamerei “Metodo Ludwig”, sarebbe anche perfetto per tutti quelli che credono fermamente in qualcosa, possibilmente qualcosa di non riconosciuto unanimemente dalle comunità accademiche di riferimento.
Lo so, oggigiorno NULLA è riconosciuto all’unanimità: ogni intellettuale wannabe deve dimostrare di essere più avanti dell’avanti, e di avere delle idee rivoluzionarie e radicali. Oppure di avere scoperto un gombloddo, oppure di avere in mano l’unica vera fede.
Ecco, questo metodo è proprio perfetto per chi pensa di avere la verità in tasca (possibilmente, ma non solo, senza uno straccio di titoli oltre a una bibliografia di 3 libri in croce. letteralmente. “L’università della vita”).
I sciichimichisti sono la croce rossa sforacchiata dagli spari facili, ma parliamoci chiaro, in internet TUTTI danno per scontato che tutti gli altri, e solo gli altri, siano degli idioti; convinzione rafforzata dal fatto che si bazzicano solo persone che ci danno ragione, cancellando, vessando e azzittendo qualunque voce che potrebbe far sorgere anche solo il dubbio sulle nostre qualità e sulla correttezza delle nostre idee.

La mia soluzione è solo un consiglio per chi, oltre a queste convinzioni, ha anche la consapevolezza dell’assurdità della situazione e vuole adottare un rimedio.
Un rimedio radicale: se nessuno ammette di essere nel torto, e tutti affermano di avere ragione, allora anche io, che inconsciamente faccio la stessa cosa, potrei essere il coglione che sbercia idee assurde ai quattro venti (notare come questo argomento scivolerà progressivamente nella metacomunicazione convoluta)(no, ci è appena scivolato irrimediabilmente).
Portando all’estremo questi fatti possiamo desumere che se nessuno ha torto allora TUTTI potremmo essere i suddetti coglioni.

E allora ecco la soluzione facile facile: prima di qualsiasi interazione in internet diamo per scontato di essere noi i coglioni.
Partiamo da questo assunto prima di scrivere qualsiasi cosa, prima di indignarci per una notizia, per un post o per un commento.
Immaginiamo fortemente di aver appena avuto una rivelazione da un roveto ardente nel post appena letto, che stride con tutto quello che credevamo di sapere.
Ci siamo sbagliati e l’omeopatia funziona! Adinolfi è una persona equilibrata! Ma anche la Terra non è piatta! Dei gattini non frega un cazzo a nessuno!

Chi ha fatto un percorso accademico serio, o chi ha una autostima rasoterra, ma soprattutto chi appartiene a entrambe queste categorie, è abituato a mettere in dubbio, discutere e verificare le informazioni e le fonti non avrà problemi a sentirsi coglione per qualche istante, o anche per svariati anni.
Per tutti gli altri il dolore per questa rivelazione sarà lancinante: ti strazia la dissonanza cognitiva di scoprire che il Flying Spaghetti Monster mentre dormi ti infila le sue appendici spaghettose in buchi che neanche vorresti sapere di avere. Ti viene la sciolta e ti vengono le stimmate, da quanto ti fa male la dissonanza cognitiva.
La tua unica speranza di salvezza è di verificare presso fonti neutrali ogni tua affermazione prima di scrivere una risposta ribollente di odio.

A) Trovi conferma sui siti di debunking, dalla comunità accademica, dagli alieni rettiliani: l’omeopatia non funziona. Whew, tiri un sospiro di sollievo e scrivi quel commento velenoso nel forum degli omeopati. Va tutto bene. Il tuo commento però sarà più moderato di quanto sarebbe stato giusto, perché ti sarà rimasto il sottile sospetto di non aver verificato abbastanza bene. Forse da qualche parte qualcuno ha appena scoperto che diluendo l’acqua si ottiene ambrosia curativa. Chi può saperlo?
B) Non trovi conferme univoche. La tua divinità preferita potrebbe non esistere, o magari esiste ma non è un barbone gigante che giudica le tue azioni e quelle degli altri, nemmeno se al gigante barbone copri il volto e gli metti un turbante in testa. Forse il gigante barbuto non è nemmeno Beppe Grillo, e mangia pure carne di vitellino tutti i giorni (tranne il venerdì).
Qui iniziano i problemi, e l’unica soluzione accettabile è un rispettoso dietro-front.
Cancella il commento livoroso e grondante sarcasmo che stavi per postare. Non cercare di spacciare per veri i tuoi princìpi farlocchi. Abbozza. Rinuncia. Riprendi quel puzzle da 5000 pezzi che avevi iniziato a 12 anni e non hai mai completato. Ritirati in montagna. Datti all’ippica. Insomma, ci siamo capiti.

Ecco, non è stato per niente difficile, ora l’infosfera è un posto migliore, il mondo è un posto migliore, l’umanità ha fatto un passettino in avanti, una persona alla volta: questo è il mio contributo migliore. E ora può essere anche il tuo.

Prossimamente: le mie elucubrazioni sulla natura di uno stato laico, di cui, che vogliate o no, c’è tanto bisogno.
Poi ricomincerò a scrivere qualcosa di narrativo, perché scrivere storie mi manca come l’aria che si respira.

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14 thoughts on “Ripeti con me: “sono un coglione”

      • Il mio dottore preferito me la consiglió tempo fa.
        Mi ha diagnosticato ogni problema che ho avuto nella mia vita, anche quelli completamente estranei alla sua specializzazione.
        È che non ho la pazienza di farla sempre… Ma te la consiglio

  1. Mi sembra che tu la faccia più complicata di quel che è, spogliando contemporaneamente la comunicazione del suo autentico fascino.
    Il punto è (credo): stiamo parlando di comunicazione tra persone un minimo (un minimo) educate ed intelligenti, o tra buzzurri?
    Nel primo caso, cosa c’è di più affascinante che vedere due teste diverse esprimere, eventualmente anche con una certa animosità, ciascuna il proprio sentire, facendo ricorso a tutte le tecniche, a tutto il sapere, a tutte le proprie risorse? Ma tu ce lo vedi Cicerone che prima di attaccare con una delle sue Catilinarie, si mangiava le unghie al pensiero della propria inadeguatezza? 🙂
    Nel secondo caso, c’è poco da lavorarci su, non è costruttivo, non è nemmeno sano: il problema è la tecnologia che mette a disposizione dell’ultimo idiota un pubblico vasto, che poi gli fa da cassa di risonanza.

    Non so, che ne dici?

    • Sì, decisamente più complicato di quanto sarebbe necessario, ma siamo vistosamente nel secondo caso (pochissimi Ciceroni in giro per internet).
      La mia intenzione era quella di ideare una procedura per arginare gli idioti, ma che fosse valida per tutti, senza discriminare a priori.
      Altrimenti gli idioti che si credono Cicerone finiscono per risultare immuni, e continuano ad ammorbare l’internet.
      Chiaro che i Ciceroni, quelli veri, la domanda se sono dei coglioni o no se la sono già fatta, e conoscono benissimo i propri limiti. Spero.

  2. Ma certo, solo che per essere un Cicerone devi anche avere una marmorea fiducia nelle tue stesse opinioni, almeno in quelle che ti sei formato studiando duramente (i libri e la realtà), e conseguentemente devi essere animato dalla volontà di farle valere e difenderle. Non so, a me affascina vedere grandi menti discutere tra loro, e a volte subisco talmente questo fascino che inizio a pensare che abbia ragione l’interlocutore col vocabolario più ampio o con la mimica facciale più sottile.
    Ma forse non ho capito quello che volevi dire.
    Ho letto da qualche parte che, proprio per arginare il problema dei commenti odiosi e inutilmente offensivi, non so quale sito ha messo uno scoglio alla pubblicazione dei commenti, un piccolo questionario sul contenuto del post da commentare, che l’aspirante commentatore deve obbligatoriamente riempire prima di poter dare sfogo alla propria litigiosità. Mi sembra ok. Ma anche “sono un coglione” è ok, eh.

    Vuoi che ci facciamo una litigata sull’omeopatia, giusto per chiare le rispettive posizioni (e soprattutto per affermare implicitamente che siamo due grandi menti?) 😉

    • Ti faccio un esempio: sono rimasto incastrato in una discussione online con cattolici oltranzisti: sono convinti che la loro opinione duramente formatasi sui testi sacri sia inoppugnabile, e lo sarebbe, se non fosse che è proprio l’assunto di partenza che deve essere messo in discussione.
      Questo per dirti che è facile pensare di essere Cicerone al giorno d’oggi – ma il Cicerone vero andava spedito perché aveva già previsto ogni possibile obiezione, e contava su una condivisione di certi valori e assunti che aveva già vagliato.
      Hai capito perfettamente e la soluzione del sito che citi tu è più concreta e blocca tutti i leoni da tastiera che scrivono senza riflettere, quindi ottiene lo stesso risultato della mia proposta farlocca, ma senza insultare nessuno. Bravi, bene, decisamente meglio.
      Certo, per tutti quelli che danno per scontato che i propri assunti debbano essere condivisi per forza anche dagli altri, una generosa dose di dubbio non farebbe male anche se non volessero postare nulla, a priori.
      Per esaltarci a vicenda invece credo che l’omeopatia non sarebbe l’argomento migliore, a meno che non voglia sostenere tu la validità medica dell’acqua diluita: io finirei a gambe all’aria al primo link di debunking. Perché invece non parliamo di cinema (wink wink)(wink)(wink wink wink) o non scriviamo un raccontino? 😀

      • Mi assumo l’ incarico io se vuoi di sostenere quella teoria, e ti sorprenderei (posso allargarmi a dissertazioni di antroposofia se credi di potermi reggere, ahahah!), ma vada per le altre due opzioni, visto tutti i wink wink e la faccetta che sorride!

      • Ah! l’antroposofia la conosco, anche se non benissimo (ma mi pare che non siano famosi per la loro mentalità scientifica).
        In particolare avevo sentito una bella storia su come Steiner si sia staccato dalla società teosofica della Blavatsky.
        Storie di messia salvatori e coltelli tra i denti.

      • Bha io resto scioccata sia se incontro una persona sia se ne leggo sul web.
        Ma la cosa che più mi ha scioccata è che Michelangelo sbeffeggia tutta la cristianità e le sue opere vengono considerate cattoliche. Puoi sempre aggiungere questo agli oltranzisti, mazza pero quanto scrivi , mi hai superata.
        Ah non esistono forum oncologici, cosi ti risparmio la diatriba.

      • è che non so mai come mettere giù certe cose, così finisco per sbrodolare.
        È ora di tornare a scrivere raccontini (lì posso tagliare e comprimere)
        Mi sembra di ricordare nozioni simili su Michelangelo: effettivamente anche la Pietà è un bello schiaffo all’iconologia che l’ha preceduto…

  3. Senza entrarci troppo a fondo (anche perché, alla fine, chisseneimpippa dei livorosi 😊 Sono cavoli loro…), a leggere mi sono divertita. E ho pensato solo che, magari, bisogna solo prendersi un po’ meno sul serio, almeno sulle cose non eccessivamente importanti. Dopo di che se vogliamo affondare i coltelli, mi pare che grillo e soci ci stiano dando carne per i nostri denti (oltre che screditare gratis tutto il bloguniverso che invece ha tanto da dire). Vabbè, sto serena dai!

    • Ci sto pensando e ripensando e alla fine prendersi meno sul serio è imprescindibile, almeno tanto quanto l’idea di una società in cui tutti siano liberi di vivere e pensare come vogliono, fino a che non ledono lo stesso diritto negli altri.
      Se riuscissimo a realizzare questi due punti avremmo un mondo migliore

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