Rant, Rock, per tutti, ma non per molti

Ho passato anni (mesi, in realtà) senza scrivere una riga (in realtà pagine e pagine di racconti porno, ma l’accademia non me li considera come classici, e il paradiso non me li sconta dal purgatorio/inferno), e torno solo per gettare un fiotto di fastidio sulla pagina di questo blog.

Le considerazioni riguardano un autore internettiano e una speaker radiofonica dei nostri tempi.

Il primo è Nebo, che è, dannazione a lui, un bravo scrittore, ma proprio bravo.
Scrive dei pezzi molto divertenti sulla traccia degli haters, li infarcisce di appropriatissimi collegamenti multimediali (gif, immagini, video) e campa insultando tutto e tutti (come è giusto per gli haters).
Lo trovate qui: https://bagniproeliator.it/
Ma se volete un’idea del perché io lo apprezzi leggetevi questo e ringraziatemi (se avete i miei stessi gusti, beninteso): https://bagniproeliator.it/mestre-200x/

La ragione per cui lo cito in questo post di rigurgito è uno degli ultimi post, questo: https://bagniproeliator.it/come-funziona-la-hate-parade/

Sostanzialmente fa fare il giro completo alla filosofia hater. Si mette da solo su un piedistallo ancora un po’ più alto, dispensando ai fan perle di saggezza dritte dritte dalle migliori massime delle suore orsoline carmelitane. Quindi l’appello all’amore universale suona più o meno: “Siate buoni tra di voi così come io lo sono nei vostri confronti dispensandovi consigli, merde schifose con l’intelligenza di parameci che non siete altro!”

Molti autori mantengono nella vita privata una sana distanza dal proprio personaggio letterario, quindi forse, contro ogni aspettativa, all’essere umano Nebo sarebbe possibile stringere la mano senza dei guanti da ispezione, ma il doppio salto carpiato dell’ultimo articolo cortocircuita l’hater al lover per scalare di un gradino i confini dell’hate, a me pare ridicolo oltre il ‘divertente’.
Vabbè, non muore nessuno. Nebo se lo cagano in millemila, ma sono comunque tutti abitatori di nicchie ecologiche tutto sommato minuscole e ai margini del mainstream, e comunque la giravolta intellettuale ha del genio, ci sta.

Il problema, grave, è una speaker di Virgin Radio.
Questa emittente ha la stessa potenza di diffusione di Radio Maria (ma mette musica migliore di Radio Maria), quindi si prende bene, quindi la ascoltiamo in ufficio, e non posso tapparmi le orecchie.

Questa simpatica speaker radiofonica (magari è simpatica sul serio, chennesò io) si riempie la bocca, e ci riempie le orecchie di “cosa è VRUOCK” e di strafalcioni lessicali (tipo frasi latine sbagliate e paroloni importanti usati in fuori contesto). Ebbene, dopo un attento ascolto, giorno dopo giorno, emerge che ogni dannatissima cosa è “VRUOCK” per lei e per i suoi ascoltatori più entusiasti. Mela nzana in corpore sano, cane qua non, mutatis mutande, omnia tundra mundit, una canaglia non fa primavera, e passa al disio.

Ora una breve digressione. il “Rock” è un genere musicale, sì? Ma se lo associamo a qualsiasi cosa creiamo delle connotazioni, assolutamente pretestuose, e alla fine avviciniamo un genere musicale a una etica, una mistica e una religione.
Quando questa operazione viene fatta senza nessuna argomentazione o impianto filosofico, ma solo con una infinita ripetizione di slogan idioti e definizioni buttate a casaccio abbiamo quella che si chiama “propaganda”, indottrinamento senza informazione né educazione.

La verginità è VRUOCK!, ma anche scopare con gli animali è VRUOCK! Scopare animali vergini è doppiamente VRUOCK! Essere disoccupati è VRUOCK! Ma vivere una vita grigia di merda sottopagati in ufficio tutti i giorni per quaranta anni uccisi dentro dalla noia è super VRUOCK! Morire a 105 anni è VRUOCK! Ma anche morire gggiovani è VRUOCK, se hai l’età mentale di un ultracentenario ritardato!
L’importante quindi è aggiungere un punto esclamativo alla fine di ogni stronzata, solo così possiamo essere davvero VVVVRUOCCCKK!!!

Ora, ascoltare queste cazzate contraddittorie, paradossali e pseudo-intellettuali ogni giorno mi fa colare il cervello dalle orecchie, ma la cosa peggiore è che nella mia testa il confine tra VRUOCK e nazismo si fa labile, in un mondo dove puoi berti di tutto, basta che non abbia senso, ma tanta emozione e un sacco di VRUOCK!
Quindi questa è la mia protesta è per trovare il conforto di tutti quelli che, come me, preferirebbero non entrare nel fatato e meraviglioso mondo della Leni Riefensthal del rock.

Cara speaker di Virgin Radio, invece delle biografie dei VRUOCCKHER! leggiti un libro di letteratura, o di narrativa, e più in generale, smettila.

M’hai rotto il rock.

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4 thoughts on “Rant, Rock, per tutti, ma non per molti

  1. che brutta immagine quella del cervello che cola dalle orecchie…
    in generale il cervello (come entità anatomica) è bruttarello da vedere… pensarlo liquefatto che cola…
    uhssignor!
    Ma… mettere le cuffie ed ascoltarti qualcosa che ti piace? non si può proprio?

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