J’étais Charlie – (La coerenza è un lavoraccio)

A proposito di essere “Je suis Charlie” solo con i culi (e le ideologie) degli altri

pedrinicantastorie

Chi oggi grida allo scandalo per la vignetta di #CharlieHebdo sul nostro terremoto, lanciando sugli autori i peggiori anatemi, non ha ben chiare alcune cose:
– Cosa sia la libertà di espressione
– Cosa sia la satira
– Cosa sia Charlie Hebdo
– Cosa sia la coerenza.

La satira, per sua stessa natura, è esente dal concetto di buongusto (cosa che non si può dire ad esempio per “Una rotonda sul mare”).
Anzi, proprio Charlie Hebdo ha elevato ad arte il cattivo gusto e l’estremo, non per provocare in modo basso, effimero e pretestuoso (penso alle vignette sulla Boschi), ma per sollecitare una riflessione, una risata o una dissacrazione verso un potente o un evento.
La satira smonta e rimpicciolisce ciò che ci sembra enorme, per rendercelo sopportabile. Romain Gary scrisse che l’ironia – madre della satira – è una manifestazione di superiorità dell’uomo sugli eventi. Insomma, se riesco a…

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