Dialoghetti di telemarketing e odio

Diversi esempi di come si può opporre resistenza passivo-aggressiva al telemarketing, di come possono degradare le telefonate di telemarketing selvaggio delle migliori aziende telefoniche italiane e mondiali, e come l’attrito costante con il mondo reale di questi personaggi dell’assurdo mi faccia venire l’orticaria e i dubbi sulla mia autostima e sulla mia identità di persona.

 

Regole inviolabili del Telemarketing:
1) Mai mancare di dare del “lei” all’interlocutore: siamo professionisti e la Gente ci stima.
2) Mai ascoltare il cliente. Mai ascoltare l’addetto/a di telemarketing. Per nessuna ragione.
3) Nessuna tecnica funziona per liberarsi di questi invadenti. Tanto vale divertirsi.
4) È sempre un dialogo. Non intervengono mai colleghi, nè superiori, nè familiari. Non ci sono testimoni (a parte il nastro registrato in qualche oscura sede di telemarketing in India).
5) Gli addetti al telemarketing sono lavoratori onesti, lo so, ma sono anche i soldati semplici di un meccanismo che ha trasformato un normale strumento di marketing in un incubo insopportabile, e un oggetto indispensabile oggi (il cellulare, il telefono fisso o lo smartphone) in una breccia nel mio vissuto privato, come se ci fosse ancora qualcosa da saccheggiare o da violare.
Quindi sono complici: non meritano durante il loro quotidiano lavoro di martellamento nessuna solidarietà umana, perché loro non ne hanno con i destinatari delle loro telefonate commerciali.
6) il punto 4 significa che potete usare o modificare qualsiasi risposta che qui è soltanto suggerita come linea guida. Sperimentare va bene, perché se trovate una formula per fare sì che il vostro nome sia sradicato e cancellato dai Libri Mastri degli Adetti al Telemarketing allora dovrete diffonderla, anche e soprattutto se in palese violazione della regola numero 3.

 

Breve legenda:
AT = Io, Andreataglio.
TM = Sgherro del Telemarketing Mondiale.

 

Dialogo 1

TM: Buongiorno, sono Frzbraaa, della Smngr, lei è il Sig. Taglio?
AT: Non mi interessa, grazie.
TM: Ma volevo proporle un abbona…
AT: Grazie, non mi interessa. Possiamo finirla qui o vuole sentire le urla di dolore?
TM [sempre più lontano dal microfono del telefono]: mavvaffanculova CLICK tuu tuu tuu tuu tuu.

 

Dialogo 2

TM: Buongiorno, sono Alviopierobertogiorgioberto, parlo con il Sig. Tag…
AT: Non mi interessa, per favore eliminate il mio nome dai vostri archivi.
TM: Ma, signore, non me ne frega niente di lei, perchè il mondo è pieno di fessi che continuano a cedere alle lusinghe del telemarketing, quindi la statistica dice che più volte la chiamiamo nello stesso minuto, maggiori sono le possibilità che lei accetti la nostra offerta. Qui con me nel mio open space ci sono almeno altri 16 addetti al telemarketing pronti a sfrantumarle i …
AT: Se vi sento ancora denuncio la sua azienda e le rigo la macchina. Non sono escluse ritorsioni fino alla parentela di quarto grado. Lei ci tiene alla sorella della cugina del suo capo?

 

Dialogo 3

TM: Buongiorno sono [Satana]. Parlo con il Sig. Taglio?
AT: No, qui è l’asilo provinciale di Vercingetorige, in provincia di Asa Asika. Chiama perchè vuole un bambino?
TM: Ma io chiamo per proporle anni luce di merda, da cui non si potrà liberare mai più, per lei e per il suo telefono, alla modica somma di [peggio di un mutuo quarantennale]
AT: Li abbiamo bianchi e neri. Quelli verdognoli sono così perché ci sono stati ritornati senza qualche organo importante e senza garanzia. Le va se le mando un maschietto già usato per cominciare?

 

Dialogo 4

TM: Buongiorno, parlo con il Sig. [identità sempre più astratta e ora completamente scollegata da questa telefonata e dal mondo reale]?
AT: Sì, sono io. Che piacere sentirla. Avevo proprio una curiosità da soddisfare: lei, personalmente, ha mai pensato alle chat erotiche? Cioè, come esercizio di speculazione astratta. Ha mai pensato al telefono come oggetto feticcio? E in questo caso intenderebbe il telefono come oggetto feticcio fisico o come mezzo di comunicazione feticcio? Cioè, si masturberebbe durante il suo lavoro di telemarketing? O a casa si masturberebbe con il telefono fisso?
TM: Possiamo darle 500 minuti gratis ogni minuto, per sempre, più un serpente arcobaleno e un continente a sua scelta. Preferisce l’Asia o il Sudamerica (le spese di mantenimento dei ghiacci del polo nord saranno a suo carico)?
AT: Ho sbagliato tutto nella vita, ma non sono ancora pronto per ammetterlo accettando l’offerta disdicevole della sua azienda eticamente discutibile. Ora potrebbe cancellare il mio nome dai vostri archivi e la mia vita dal mainframe di Matrix, a cui appartengo fedelmente da anni?

 

Dialogo 5

TM: Buongiorno Sig. Taglio, è proprio lei? Sta bene? Che piacere risentirla. Si ricorda di me? abbiamo parlato quasi 8 secondi fa. È libero adesso? Non devo farle un’offerta di telefonia mobile [argh,grn, ah, non resisto, non resisto, aghn, fatemi fare un’ultima offerta di telefonia mobile, poi smetto, poi smetto!]. Invece le offrirei una nuova opportunità di lavoro, compatibile con la sua qualifica e il suo stato mentale ed emotivo. Posso spiegarle di cosa si tratta?
Lei dovrebbe scavare piccole gallerie nei 5 centimetri di catrame rovente appena steso sulle autostrade con il rullo compressore per il resto della sua vita, e in cambio noi le daremo un cellulare di ultima generazione e schiavizzeremo altri 50000 neolaureati con l’aspettativa di vita di 6 mesi, perchè la chiamino ogni secondo libero del suo nuovo lavoro.
AT: ma è un’offerta meravigliosa! Come ho vissuto fino a oggi senza averla accettata! Presto, mi mandi a casa, a un indirizzo sbagliato, un camion di contratti tutti uguali, attraverso il reticolo autostradale con l’asfalto tutto nuovo e bucherellato di minuscole gallerie che avrò preventivamente scavato nel corso della mia vita, così glieli firmo (i contratti tutti uguali) con la mia migliore firma falsa. Ora mi scusi ma per oggi ho proprio finito

 

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