Dei miei sogni registicamente corretti

Quando sogno lo faccio seguendo le regole della grammatica cinematografica.
Se il mio sogno è un thriller a un certo punto il mio cervello ‘stacca’ con un flashback sull’assassino che prepara l’omicidio all’origine del sogno.
Lo fa alla fine, per creare il colpo di scena e contemporaneamente la catarsi del climax.
Il montaggio è videoclippato, in sottofondo credo ci sia una musica tipo le vuvuzelas dell’apocalisse (cfr trailer di Prometheus, o di qualunque film di fanta-azione della stessa stagione).

Mi sveglio brevemente, solo il tempo per congratularmi con la regia e di ripromettermi di andare a vedere il film, quando uscirà nelle sale.
Mi riaddormento, e il giorno dopo vado a spendere otto ore a una scrivania, cercando di far girare l’economica.

A volte credo che manchi la poesia nella mia vita, ma finchè non sognerò haiku già composti, o storie decenti da scrivere su questo blog non ci sono problemi. Non mi preoccupo.

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