La sinistra riparta da qui. — non si sevizia un paperino

Citazione

“At some turning point in history, some fuckface recognized That knowledge tends to democratize cultures and societies So the only thing to do was monopolize and confine it to” (Propagandhi – A People’s History Of The World) Ad ogni nuova tornata elettorale, la “sinistra” si chiede innanzitutto da dove ripartire. Ognuno vorrebbe ripartire da […]

via La sinistra riparta da qui. — non si sevizia un paperino

Annunci

Le more di Brautigan

Ecco, è da anni che non scrivo seriamente, troppo assediato dalla deprivazione del sonno, dal mobbing lavorativo e dal secondo lavoro (ma a tempo pieno) di neopadre.

Certo, anche questo non è nulla di che, ma è una di quelle cose che vengono fuori senza una reale ragione, come se cadessero inaspettatamente nelle mani di chi aspetta, come se un pesce del mare dell’inconscio guizzasse spontaneamente sulla barca di Caronte.

Ecco, questa favola mi ha dato questa sensazione: sequestoeunpadreblog.wordpress.com/2019/03/24/il-campanile-illuminato-una-favola/

Fatemi sapere cosa ve ne pare.

L’inculazione da Pillon

Qui, in questo articolo, spiegato bene e con un tono pacato, c’è un pensiero utile su Pillon e la sua politica e le sue idee.
Se io avessi scritto su un tema simile, invece, probabilmente sareste stati interrotti nella lettura dai miei conati.

memoriediunavagina

Sono mesi che mi riprometto di parlarne e alla fine non ci riesco mai. Non è questione di mancanza di tempo, di interesse o di volontà. È che questo argomento mi fa ribollire il sangue nelle vene e, invece, vorrei trattarlo con chiarezza, pacatezza e, soprattutto, contemporaneità. Non vorrei, in altri termini, ridurlo a uno striscione, uno slogan, le mani giunte a indicare il simbolo della figa, possibilmente accompagnate da un coretto da stadio (non me ne vogliano le veterofemministe ancora affezionate a questi metodi).

Partiamo da principio. Qualche giorno fa mi accorgo che un’amica condivide su Facebook un video pro-Pillon (o meglio, un mommy-vlog che parla dell’importanza del papà nella crescita dei bambini, strumentalizzato da una pagina a supporto della campagna del Senatoreleghista).  Questa mia amica è una ragazza super in gamba, che ha la mia età e che – quando si è scoperta incinta…

View original post 2.310 altre parole

Il problema del PD. — non si sevizia un paperino

Citazione

Fa discutere, il discorso di Corallo all’assemblea del PD. Fa discutere, ovviamente e massimamente, per le cose a mio avviso sbagliate, come spesso succede a sinistra, evidenziando ancora una volta come, al momento, sia impossibile non solo per i partiti di area progressista, ma anche per i loro potenziali elettori, parlare senza attaccarsi, senza […]

via Il problema del PD. — non si sevizia un paperino

Settebrutto

Parliamo dei testimoni di geova.

Ne parliamo? Parliamone!

https://www.internazionale.it/reportage/chiara-lalli/2018/10/22/testimoni-geova-biotestamento

Io qualche studio sulle sette, sulle loro strutture sociali, sulla comunicazione adottata e sugli effetti psicologici l’ho fatto (non chiedete che è meglio), e la descrizione delle dinamiche riportata nell’articolo è assolutamente coerente e plausibile.

A volte qualche seguace di qualche fede mi sta più simpatico di qualche altro fedele, e non nego che possano esserci anche testimoni di geova buoni e bravi (simpatici ne ho già conosciuti), ma questo articolo rinsalda la mia idea che sono proprio le fedi religiose, tutte, a essere delle enormi inculate – sempre a danno dei fedeli, e a volte anche di chi sta loro intorno.

Così, giusto per non perdere l’allenamento e la memoria del male.

Di M(aio)atera: dove Jung e il cristianesimo si incontrano

Sempre i paperi (mi stanno simpatici, cosa ci volete fare?) mi danno uno spunto psichedelico come piace a me:

https://wordpress.com/read/feeds/2771880/posts/1991917512

Quindi la notizia, quella vera, è che il popolo dell’opposizione, del fact checking, della serietà e della competenza, è sostanzialmente lo stesso popolo dei no-vax.

Non sono per niente sorpreso.

Mi ritengo molto razionale e anche piuttosto intelligente (= “credo di avere capacità logiche superiori alla media”, che per il resto sono un mona fatto e finito), ma queste cose mi fanno vacillare.
Tutti quelli che criticano i 5S puntano il dito contro gli errori, formali e di sostanza, e automaticamente si identificano con una idea più intelligente, capace, quasi scientifica (e la storia dei no-vax qualcosa significa di certo).

Ma io mi domando: è questione di culo se vengono sostenute idee razionali invece delle balle?
Siamo nel giusto nel 50% dei casi? Come uno studio ben riuscito sull’effetto placebo?

Come li confutiamo gli scemi che sostengono il “razzismo scientifico” (puah) se cadiamo nelle stesse bufale?

Ecco una ragione in più per non denigrare troppo gli avversari politici (quelli che non meritano il carcere, almeno): sono come noi, esattamente come noi.

E le loro colpe sono le mie, e mi vergogno davanti allo specchio vedendo le facce di questi miserabili di una parte e dell’altra, invece del mio bel profilo.

Contro Digiuno Terapeutico e Dieta Vegana

“A Digiuno Terapeutico e Dieta Vegana è piaciuto il tuo articolo …”

Brivido: la temperatura della stanza è appena precipitata sotto lo zero.

Ricevo spesso “like” da blog più o meno commerciali, a cui interessa espandere la propria visibilità, ma è la prima volta che vengo contattato da un blog centrato su un argomento e su delle tesi che non condivido nemmeno parzialmente.
Ma neanche alla lontana.
Ma nemmeno per sogno.

Quindi mi sembra giusto correggere il tiro di certi furbacchioni, così la prossima volta andranno gentilmente a sollecitare altri più gonzi di me.

Segnatevelo:
Le diete vegane o basate sul digiuno sono delle solenni fregature.

Se volete dimagrire prenotate una visita da un medico dietologo. E poi sentitene anche un’altro, giusto per sicurezza.
State alla larga dagli improvvisati e da chiunque abbia delle tesi infondate o ancora peggio ‘originali’.
Diffidate di chi vi cita un unico studio e quattro nomi in croce a supporto delle proprie cazzate: le teorie scientifiche devono essere discusse dalla comunità per poter essere considerate valide.

Le diete vegane sono sopportabili (a malapena) solo da chi ha aderito alla fede vegana: qualsiasi appello a una loro presunta utilità o maggiore salubrità è da considerarsi alla stregua della truffa.

Chi, più o meno consapevolmente, diffonde menzogne o inesattezze su questi argomenti, come il blog che gentilmente ha approvato un mio post, dovrebbe essere evitato o, nella migliore delle ipotesi, valutato con molto, molto sospetto.

Digiunare non è una pratica salutare.
La dieta vegana è radicalmente inadatta all’essere umano, che è naturalmente onnivoro, e deve essere studiata con grande attenzione e accompagnata dall’assunzione dei giusti integratori.

Aiutatemi a vivere in un mondo migliore: non date retta alle cazzate.

 

Il gorgo

Non so più scrivere.
Non so più pensare.

L’altro giorno ho avuto occasione di stare da solo con i miei pensieri (tornando a piedi dalla stazione, da solo, nella brodaglia calda dell’aria densa di agosto).
Mi sono passati per la testa alcune intuizioni sulla vita in generale e sulle frasi fatte in particolare, così ho provato a scrivere un post, come facevo da giovane.

Oh, come scalare un muro di cemento.
I pensieri impastonati insieme senza capo né coda – e la scrittura – beh, potete leggervela da voi: un po’ opaca nel migliore dei casi. Spuntata e convoluta, nel migliore dei casi. Tumefatta e gonfia, sbalzellante e scricchiolante, fisica e costretta, nel migliore dei casi.

Così mi è venuto un dubbio terribile: non è questione di esercizio!
Non è come andare in bicicletta: scrivere è qualcosa che hai, e un attimo (ehm… ‘attimo’) dopo non ce l’hai più.
Basta, finito.
Puoi iscriverti a un corso di pilates o di ikebana, la tua scrittura è inutile, difficile e non mancherà a nessuno – meno che meno a te, che non l’hai praticata per anni.

Forse è lo stesso con il pensiero: un gorgo in cui si viene risucchiati inevitabilmente.

Pensi ogni giorno un po’ meno, e ti svegli un giorno a vivere una vita automatica, di abitudini odiose, per cui essere sveglio non è che ti serva davvero a niente (anzi, è quasi un fastidio), e non sei più davvero tu, o il tuo vicino, o chiunque altro, ma solo un cataplasma di cellule e spazzatura ambulanti.

Quando ho avuto questa intuizione mi sono molto rasserenato: è da anni che vivo così, e non mi dispiace affatto quella sensazione di braci che a volte si arroventano tra la pancia e la testa.

Ho capito come va la vita (la mia, almeno, ma, temo, anche la vostra)

Mi ha colpito questo pezzo dell’eccellente Gintoki (titoli geniali, tutti i giorni o quasi), su come a volte la vita vada a puttane.

Vi racconto il mio caso, come farebbe una persona che, come me, vi dicesse tutto parlando d’altro.

L’altroieri, in pieno inverno, mi sono accorto che la coperta che volevo usare per dormire al caldo è corta.
Non dico che in fondo fanno capolino gli alluci, no, dico che è proprio corta: se la uso per coprire le spalle, le gambe stanno al freddo. Se mi copro i piedi, mi viene un colpo di freddo alla pancia.

Io non riesco a dormire se ho freddo, così prima di coricarmi l’altroieri ho spiegato la coperta sul letto e mi ci sono infilato sotto.
L’avevo usata fino all’anno prima, e ci stavo ancora tutto sotto, al calduccio.
Poi deve essere successo qualcosa, forse sono cresciuto, e improvvisamente mi restano scoperti i piedi fino al ginocchio.

E così ho capito di essere cresciuto e di essere adulto. “Bella merda”.

Con i ferri da calza e con un gomitolo di lana buona (o anche mediocre, chissenefrega) potrei allungarla, ma mi ci vorrebbe almeno una settimana, e intanto stanotte sono stanco morto, ma non riesco a chiudere occhio
E qui le notti d’inverno sono molto lunghe, e molto fredde.

È capitato anche a voi?
Chi mi capisce?